Gli ex libris di Enzo Maiolino

Perché l’astratto geometrico?
Perché mi è congeniale e risponde al mio desiderio di chiarezza, di rigore formale, all’amore per le forme nitide, al senso dell’ordine.
(Enzo Maiolino – 15. 11. 1980)

Enzo Maiolino (Santa Domenica Talao – CS – 1926), vive e lavora a Bordighera. Autodidatta per formazione, con riferimenti a Cézanne, Mondrian, Morandi, al Cubismo ed al Costruttivismo, nella scia rigorosa del Bauhaus, mediato dai valori luminosi di Antonio Calderara, ha iniziato a dipingere nel 1945, nel 1950 incide i primi linoleum e nel 1956 le prime acqueforti.

“Concepisco la pittura come ricerca d’armonia, di ordine, di equilibrio, come risposta a una insopprimibile necessità espressiva”, “l’attività incisoria non è subordinata alla pittura: procede parallelamente. Nella realizzazione di un’acquaforte, eseguo personalmente tutte le varie operazioni (quale fascino nella componente artigianale!): dalla pulizia e preparazione delle lastre (zinco) sino alla tiratura “a braccio”, con il mio piccolo torchio, di poche prove d’autore”.

Nel 1976 scopre l’antico puzzle cinese il tangram, il gioco “delle sette tavolette” o “delle sette furbizie”, con le sue forme elementari che risultano dalla ripartizione di un quadrato: si tratta di un parallelogramma, un quadrato e cinque triangoli. Due di questi triangoli corrispondono ognuno ad un quarto della superficie del quadrato risultante, uno è grande la metà di questi due triangoli mentre ognuno dei due rimanenti triangoli corrisponde ad un quarto della superficie di un triangolo grande.

Nel 1982 aggiunge alla sua ricerca anche le forme geometriche del sistema dei polimini (pentamini ed esamini, costituiti da 5 e 6 quadrati ciascuno, che consentono di ottenere rispettivamente 12 e 35 differenti combinazioni), “sistema ludico di forme geometriche realizzato dal matematico Solomon W. Golomb

Il Tangram, è caratteristica base di molti suoi lavori, cinque triangoli, un parallelogrammo, un quadrato, sono sovrapposti e ricomposti; “i colori non corrispondono alle forme geometriche originarie sono differenziati dalle sovrapposizioni”.

“In essi percepii, anzitutto, <un repertorio> di forme geometriche a me congeniali per la loro semplicità, delle quali intuii le innumerevoli possibilità combinatorie: accostamenti, intrecci, incastri, sovrapposizioni, con effetti di trasparenza”.

“Maiolino non utilizza le forme predefinite del tamgram e del sistema polimini con una limitata sistematicità, bensì in grande libertà”  (Walter Vitt “Enzo Maiolino 1950-2000 Das druckgrafische Werk/Opera incisa e serigrafica”, Steinmeier Verlag, Nördlingen, 2000.)

Il critico e storico dell’arte tedesco Walter Vitt, più di ogni altro ha sondato le intrinseche dinamiche dell’opera di Enzo Maiolino, dedicandovi un impegno costante attraverso una serie di ampie antologiche in differenti sedi museali germaniche dedicate all’arte concreta: Museum für Konkrete Kunst, Ingolstadt (1996), Josef Albers Museum Quadrat, Bottrop (1997), Gesellschaft für Kunst und gestaltung, Bonn (2000), Städtischen Galerie Villa Zanders, Bergisch Gladbach (2003), Istituto italiano di Cultura di Colonia (1999-2005). Indimenticabile la mostra “Josef Albers und Enzo Maiolino – Positionen konkreter Druckgraphik” presso il Westfälisches Landesmuseum für Kunst und Kulturgeschischte di Munster (2001).

“L’attività artistica e didattica si intrecciano con quella di studioso: tra le sue indagini più importanti si ricorda il volume <Modigliani vivo> dato alle stampe nel 1981 dall’editore Fogola a Torino” (Vanni Scheiwiller, “Enzo Maiolino. Acqueforti 1975-1994”, Milano, Palazzo Sormani, 6 – 29 aprile 1995) con prefazione di Vanni Scheiwiller.

La Fondazione Mario Novaro di Genova nel 2001 gli assegna il “Premio Mario Novaro per la cultura ligure” e gli dedica il numero della rivista “La Riviera Ligure” curato da Leo Lecci.

Enzo Maiolino, pittore ed incisore, amante dei libri, non ha trascurato l’ex libris; grazie alla sua cortese collaborazione presentiamo questa serie di ex libris che ha eseguito negli anni e che sono inseriti e documentati a pieno titolo nel catalogo “Enzo Maiolino 1950-2000. Das druckgrafische Werk / Opera incisa e serigrafica“ curato da Walter Vitt.

“Nel 1974 ho realizzato (tipograficamente) un piccolo adesivo da applicare ai miei libri – come contrassegno di proprietà – servendomi delle lettere E.L.M. (E= Enzo; L= Lina, mia moglie; M= Maiolino). Di questo mi servo tuttora, specialmente se mi accade di prestare un libro di particolare importanza (figura 1). Per gli ex libris dedicati a Marina Moretti e a Walter Vitt ho preferito concentrarmi sul monogramma, inteso come tradizione simbolo d’appartenenza, di proprietà, in entrambi i casi, mi sono servito del Tangram. La “M”, che nel caso di Marina Moretti era l’iniziale sia del nome, sia del cognome, è stata ottenuta così come si vede nella figura 2”.

In fase di prova di stampa, la piccola acquaforte (lineare) fu stampata sia in modo tradizionale (Vitt, 291 A), sia col procedimento tipografico (come matrice xilografica, segno bianco su nero o stampa alta).

Fu adottata la seconda soluzione. Le due proposte (linoleumgrafie) per l’ex libris di Walter Vitt furono realizzate usando liberamente (accostando e sovrapponendo) la sola “V” (ancora ottenuta con il Tangram).

Vitt scelse la proposta A (figura 3). Delle due soluzioni, Vitt ha scelto la prima. La mia piccola acquaforte “COMPOSIZIONE E.M./1 (Vitt, 230)” sarebbe un progetto per un mio eventuale ex libris: tre barre parallele suggeriscono una E se poste orizzontalmente; una M se poste verticalmente (figura 4)”.


Articolo pubblicato su InPressioni ANNO 1 • NUMERO 2 • Autunno 2010

Random Posts

Rispondi