Cesare Ratta, un maestro dell’arte grafica e la sua grande cultura autodidatta per la scuola

Cesare Ratta era nato a Bologna il 13 marzo 1857. Autodidatta, amava la cultura più che il denaro, apprendista, operaio, compositore, correttore di bozze, proto, direttore di stabilimenti per la stampa, prese parte nel 1881 alla fondazione della sezione bolognese della Federazione Italiana dei Lavoratori del Libro, e infine direttore della scuola d’Arte Tipografica del Comune di Bologna.
Amava le sue opere: credeva che i valori dell’arte della stampa e della grafica dovessero essere alla portata di tutti, anche se il costo delle stesse di fatto ne impediva una larga diffusione. Non era affatto in discussione il valore e il pregio di queste opere: alcune stampe fuori testo sono vere e proprie opere d’arte. All’epoca le sue stampe non gli portarono guadagno, tuttavia oggi sono ricercate e vendute a prezzi elevatissimi. Non si era mai sposato e moriva in povertà.
Dedicava la sua vita alla tipografia e all’arte della stampa nel senso nobile della parola: Arte Grafica. Nel 1915 dava vita alla scuola Professionale Tipografica lavorando gratuitamente per un anno e nel 1916 assumeva la direzione della Scuola d’Arte tipografica del Comune di Bologna, nonché l’insegnamento dei Corsi diurni di avviamento all’arte degli alunni del Corso Popolare.
Per la stampa delle sue cartelle e opere librarie, Cesare Ratta utilizzava le forme da stampa originali che richiedeva agli artisti incisori nelle varie tecniche: xilografia, puntasecca, acquaforte, acquatinta, litografia. Questo rappresenta un aspetto importantissimo da sottolineare, e infatti con queste forme non c’era la possibilità di effettuare ritocchi come attualmente la tecnologia informatica permette: tutto era fatto manualmente e ogni copia era rigorosamente numerata.
Considerando il suo operato era, a volte, sottoposto a critiche. Molto probabilmente il lavoro da lui svolto con umiltà e passione non era condiviso. Tutto questo non influiva minimamente sul suo senso estetico, artistico e didattico; continuava nel suo lavoro perché convinto dell’importanza della cultura nell’editoria e nella formazione tecnica – professionale dell’operatore.
Raffinatissimo tipografo, innovatore dell’arte tipografica novecentesca ma, in modo particolare, docente che seppe preparare una delle migliori generazioni di tipografi e di grafici tanto da portarli all’eccellenza.
Il suo carattere lo portava a stimolare e ad incoraggiare le persone; studenti e operai vedevano in lui, oltre che il maestro, un saggio consigliere. Non esitava ad inserire nelle sue raccolte incisori meno noti tra quelli più illustri.
Questa, in poche righe, la sintesi della vita di Cesare Ratta, ma per meglio comprendere la figura umana e professionale del maestro è di fondamentale importanza conoscere il contesto tecnico/sociale nel quale operava e viveva, ed in particolare il ruolo della stampa e del libro in quella società così lontana da noi. La stampa, la carta stampata, rappresentava il mezzo di comunicazione più importante dell’epoca, il documento concreto, il giornale da leggere quotidianamente, il libro da consultare e studiare, il catalogo da sfogliare, anche se le illustrazioni, i colori utilizzati e l’impaginazione nel suo complesso, non consentivano elaborazioni cromatiche e tecnologiche come attualmente siamo abituati ad osservare ed eseguire.
Dalla sua nascita il libro ha sempre accompagnato l’uomo; la potenza e la ricchezza dell’uomo comprende, nel corso della storia e nella sua esistenza, la cultura del libro. Sovente le immagini, in modo particolare nei libri antichi, riportano persone con libri fra le mani, enormi biblioteche, libri allestiti come tesori: questo per sottolinearne la grandezza e la genialità.
Tra le opere realizzate da Cesare Ratta, Gli ornatori del libro (vedi figura) rappresenta quella che, oltre ad avere evidenziato l’attività lavorativa artistica xilografica, ha fatto riscoprire, nel tempo, la sensibilità e l’emotività verso la decorazione del libro sia nel suo contesto cromatico, sia nella forma del segno.
Quest’opera, composta di nove volumi, rappresenta una delle collane più panoramiche e complete della xilografia italiana. I volumi, stampati nella scuola d’arte tipografica del comune di Bologna, sono stati numerati a mano e, per meglio comprendere il pensiero ed il carattere del Ratta, erano editi a sue spese. Le critiche non mancavano e a volte non gli erano favorevoli, nonostante ciò, riteneva che tali opere fossero indispensabili all’evolversi dell’arte tipografica e dell’arte dell’incisione. Il tutto si riscopre sfogliando questi preziosi volumi che ci accompagnano attraverso il percorso del segno intagliato, inciso e successivamente stampato dall’uomo.
Cosa direbbe ora Cesare Ratta della multimedialità? Della mancanza di regole, o forse, delle troppe regole, o meglio ancora di un mondo dove ognuno ha le proprie regole?
Cesare Ratta era informatissimo, sempre aggiornato, un grande autodidatta.
Si sta sempre più aprendo il mondo della comunicazione. In questo contesto nasce l’esigenza di fornire cultura, informazioni, seguire la crescita dello studente prima e del tecnico dopo. Nasce l’esigenza di una scuola grafica, in grado di preparare professionalmente gli operatori. Nel campo della stampa e della grafica non ci si può improvvisare, occorre applicare regole di tecnica, di buon senso e di stile.
Già al suo tempo il Ratta era molto coinvolto nella ricerca, nello studio, nell’innovazione. Le sue opere anticipano quello che in seguito sarebbero diventate le varie raccolte annuali di immagini, poster, fotografie; lui le realizzava per diverse tipologie di stampe e di immagini, valorizzando sia la tecnologia di esecuzione che l’artista. Non dimentichiamoci che la manualità determinava l’opera. Un contesto molto diverso da quello attuale.
Spesso ci si scorda delle origini dalle quali deriva e si evolve la nostra professione, il nostro mestiere.
È il caso di Cesare Ratta, dell’uomo e della storia della stampa della quale è stato un riferimento importante, in modo particolare per la scuola professionale. Ci sono state altre persone che come il Ratta sono state dimenticate e, come tali, mai citate. Mi riferisco ad Emanuele Guidastri, già maestro e direttore della scuola d’Arte Tipografica e successore di Cesare Ratta ed a Francesco Fantuzzi. Un uomo, maestro ed insegnante di stampa nella sezione grafica dell’Istituto Professionale “Aldini – Valeriani”, il quale si è prodigato dando se stesso alla causa della scuola, per i suoi ragazzi e per il loro futuro. Anche a loro spetta il titolo migliore: quello di maestro.

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