Tra le tante donazioni, ne arriva una anche a inPRESSIONI

Riprendendo un testo di Massimo Gentili Tedeschi riassumo alcuni passi della storia dell’artista e delle donazioni a vari musei da Andrea Disertori delle opere di suo padre Benvenuto.
Anche inPRESSIONI ha ricevuto da Andrea una donazione, la stampa di un ex libris. Un omaggio che la redazione vuole condividere con gli amici e i sostenitori del nostro “sussidio didattico” che hanno già nel primo numero potuto ammirarne “Arion”.
Diceva di sé Benvenuto Disertori (Trento 1887 – Milano 1969), “Io so per esperienza che cos’è la felicità”.
E c’è da credergli perché tutta la sua vita era piena di interessi nella musica, pittura e incisione. Osservatore curiosissimo di dipinti e di incisioni antichi non poteva che diventare un assiduo frequentatore di biblioteche, e infatti così dipinge se stesso: “Nato animale d’aria aperta col vizio primitivo della caccia, ebbi confidenza con le doppiette dei vari calibri e più tardi col seggiolino pieghevole del pittore, prima che con il folio: imparai tuttavia presto a sapere che cos’è una biblioteca. Ricordo ore incantate della mia infanzia nella biblioteca dei padri Francescani a Trento…”.
Violinista e violista, si ritrovò a studiare le fonti antiche, a copiarle, suonarle, trascriverle, così come faceva con i dipinti e le incisioni, partendo proprio dagli straordinari Codici di Trento, “l’antologia più vasta ed eletta della musica del Quattrocento inglese, francese, fiamminga, e nostra”.
Nasce così la sua biblioteca musicale: una collezione estremamente particolare fatta di copie, trascrizioni e adattamenti. Questo studio lo portò a diventare quasi senza accorgersene uno dei grandi conoscitori della musica antica, tanto da ottenere la cattedra di Paleografia musicale del Quattrocento e di storia degli strumenti musicali all’Istituto Cesari di Cremona dell’Università di Parma (oggi Scuola di paleografia musicale dell’Università di Pavia). La curiosità verso l’arte e la musica antiche si fondono nello studio degli strumenti che Disertori prima descrive, poi disegna e infine ricostruisce e suona.
Presso la Biblioteca Nazionale Braidense incontriamo il “Fondo Benvenuto e Regina Disertori” composto da 898 edizioni che vanno dalla nascita della stampa, è presente un incunabolo, oltre 50 cinquecentine, oltre 60 edizioni del 6 e 700, fino al XX secolo, numerosi volumi dedicati all’incisione e alle sue tecniche e documenti legati alla sua attività musicale: quadernetti di appunti, bozze di stampa di articoli e saggi, microfilm e fotografie di codici rinascimentali, edizioni moderne di musiche antiche.
La parte più interessante è però costituita da 70 faldoni di manoscritti; ogni faldone è contrassegnato con un titolo e da un ex libris. Alla morte di Benvenuto Disertori, la moglie Regina Philippona e il figlio Andrea, architetto, salvano l’integrità della collezione donando le opere di musicologia all’Istituto di storia della musica dell’Università di Milano, gli antichi strumenti musicali al Museo Comunale degli Strumenti musicali al Castello Sforzesco di Milano e, in piccola parte, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. La ricca raccolta di spartiti musicali, dal 1600 ai giorni nostri, è stata oggetto di donazione alla Scuola Civica Musicale di Trento e alla Scuola Civica di musica di Milano.
Esemplari delle sue opere “grafiche” sono conservate al Gabinetto delle Stampe agli Uffizi di Firenze e al Metropolitan Museum di New York. Il MART di Rovereto oltre ad una collezione di grafiche originali, possiede anche una ricca serie di suoi “legni xilografici originali e cliché”.

Benvenuto Disertori, Xilografia (X2) – 1922, mm 91 x 57

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