I viaggi di Ulisse

All’età di circa sessant’anni e successivamente per un ventennio circa ho avuto modo di poter dare un  modesto contributo alla realizzazione del concorso biennale dell’incisione di Acqui Terme. È stata una occasione importante perché mi ha dato modo di  apprendere le numerose tecniche di grafica rivalutando ai miei occhi queste opere, ma sopratutto perché mi ha concesso di apprezzare ed entrare in quel piccolo mondo di accaniti collezionisti di  Ex libris.

Mi lanciai con entusiasmo alla ricerca e raccolta di queste opere che a parer mio rispetto alla grafica libera hanno il vantaggio di essere prodotte in formato ridotto, mai superiore al formato A4 il che permette  una loro facile archiviazione in normali classificatori, quindi possibilità di più comoda consultazione.

Abbracciai subito l’usanza, quindici anni fa quasi regola, di scegliere un tema da proporre agli artisti. La scelta cadde su Ulisse, un personaggio   ammirato per le sue doti di forza, audacia, astuzia, inventiva, anche un po’ invidiato per i viaggi avventurosi. L’arte e la letteratura abbondano dei resoconti di vita del nostro eroe particolarmente quelli sulla guerra di Troia. Chi non ha trovato fra gli ex libris almeno una immagine del famoso cavallo di legno?

Non volevo però ricordare l’eroe della lunga guerra ma l’uomo stanco di battaglie, solo desideroso di tornare, io aggiungerei senza fretta, alla serenità del focolare domestico. Volevo far illustrare con ex libris questo ritorno di Ulisse pieno di ostacoli, di insidie, di soste più o meno lunghe e più o meno piacevoli. L’Odissea è pervasa anche dalla presenza della donna intesa come madre, moglie, amante, schiava. Anche qui mi chiedo quanto avrà influito il fascino di Circe e di Calipso alla lentezza del ritorno a casa?

Ecco dunque ai miei occhi l’immagine di un uomo in lotta con se stesso tra due istinti, il piacere dell’avventura e il desiderio di rivedere Penelope ed Itaca. Tutto ciò mi ha spinto a scegliere il tema dei viaggi di Ulisse. Ultimo motivo era il ricordo del lontano liceo, quando per tutto un anno Nausicaa e il sesto canto dell’Odissea furono l’argomento delle lezioni di greco. Selezionando fra gli ex libris a me dedicati quelli che illustrano vita e avventure di Ulisse, ho scoperto di averne una ventina. Mi sono poi accorto che questi venti documentano quasi tutti gli incontri e le fondamentali tappe del viaggio di ritorno del nostro eroe, tappe che, seguendo il racconto fatto da Ulisse ad Alcinoo, sono circa una decina.

Dei paesi nominati da Omero non sempre è stato possibile fare un riferimento a località odierne. Omnik Karanfilian (Bulgaria, 2001) nel secondo degli ex libris per me creati, offre una personale interpretazione della prima parte del viaggio facendo soggiornare Ulisse all’isola di Lesbo. Partito da Troia il primo incontro-scontro avviene con i Ciclopi quindi si ha il successivo incontro con i Lotofagi. Queste avventure non hanno incontrato grande favore da parte degli artisti. Infatti non ho avuto modo finora di imbattermi in ex libris che illustrino queste vicende.

Ma è Polifemo che comincia a stimolare la fantasia. Gianni Verna (Italia, 2003) ha inciso a bulino un classico Polifemo cieco impegnato a controllare gli armenti in uscita dalla grotta. Più originale è l’incisione di Dusan Polakovic, (Fig. n.1) autore da ammirare per l’ironica caricaturale e umoristica interpretazione dei soggetti da lui trattati.

Fig. 1 – D. Polakovic (SL), Acquaforte, acquatinta, (C3+C5) – 2005, mm 147 x 96

Vladimir Vereschagin (Russia, 2004) ha creato una scena di mare in tempesta, un’acquaforte con Eolo che soffia venti sulla nave in balia delle onde, castigando in tal modo Ulisse per aver accecato Polifemo. La tappa successiva è l’incontro con i Lestrigoni. Anche questo tema non è amato dagli illustratori. Non ho trovato immagini che illustrino queste scene di cannibalismo.

La parte del leone è fatta invece da Circe. Qui gli artisti continuano a sbizzarrirsi illustrando la maga nelle vesti di una donna affascinante,più o meno svestita, in pose seducenti o addirittura provocanti, sempre accanto ad una schiera di  animali. Ho un’opera di Josef Werner, Germania (Fig. 2) che con simbolica, meravigliosa sintesi descrive l’incontro della maga con Ulisse. Lei lo guarda accarezzando la testa di un maiale pregustando già il piacere della prossima trasformazione, mentre Ulisse le sta di fronte in parte difeso da uno scudo, come se fosse in battaglia,  sul quale è disegnato un fiore dal quale può essere ricavato l’antidoto. Omero descrive questo fiore di colore bianco intenso con radice nera, di nome moly… Sarà forse un giglio?… Anche Juri Borovitski (Russia, 2009, C7) ha per me inciso con la nota padronanza tecnica a maniera nera la scena di Ulisse accanto a due maiali mentre riceve da Circe una bevanda. Cosi pure Sergey Kirnitskij (Ucraina, 2008, C3 col) ha preparato la scena con una provocante Circe.

Fig. 2 – J. Werner (D) Acquaforte, puntasecca, acquatinta (C3+C4+C5) – 2008, mm 105 x 105

Ancor più sfruttata e fonte di meravigliose opere d’arte è l’ottava tappa, l’incontro di Ulisse con le Sirene. Queste strane figure non sono uniformemente interpretate. Le Sirene sono spesso descritte classicamente con bei corpi e coda di pesce, altre volte sono dotate di ali, altre volte ancora sono immaginate come orribili arpie.  Marius Liugaila, Lituania (Fig. n. 3) mi offre nello stesso ex libris varie interpretazioni di tutte questi aspetti di sirena. Anche Konstantin Kalynovych (Ucraina, 2007, acquaforte, acquatinta C3 C5) ha dato una meravigliosa descrizione dell’incontro di Ulisse con le Sirene. L’artista con magistrale tecnica espressiva presenta l’eroe legato all’albero maestro e a lui di fronte una sirena con bel volto di donna ma fornita di ali e provvista di due zampe da uccello rapace al posto della classica coda di pesce.

Fig. 3 – M. Liugaila (LT) Acquaforte, acquatinta (C3+C5) – 2005, mm 128 x 97

Molto più semplice e direi infantile è l’ex libris creato da Vincenzo Vanetti (Italia, 2003, acquaforte acquatinta C3 C5) che mi presenta il solito Ulisse legato e una grossolana immagine di sirena stesa sull’acqua accanto alla barca.

Altro ex libris che amo anche perché è stata la mia seconda opera  commissionata è quello di Natalija Cernekova (Lettonia, C3 C5, 2003) che illustra un Ulisse ben legato di fronte ad un coro di attraenti Sirene. Superato l’incontro con le Sirene, altro pericoloso ostacolo attende i naviganti, la spaventosa Scilla, il mostro dalle sei teste e dodici gambe. Questo passaggio obbligato  è costato la vita di quattro compagni di Ulisse come predetto da  Circe.

La scena è descritta da Hristo Naidenov (Bulgaria, Fig. n. 4) che con abile uso dell’acquatinta e maniera nera riesce a dominare le varie tonalità del chiaroscuro.

Fig. 4 – H. Naidenov (BG), Acquaforte, acquatinta, maniera nera; (C3+C5+C7) – 2004, mm 105 x 95

A questo punto del viaggio Ulisse approda all’isola di Ogigia, dove accolto dalla dea Calipso può godere finalmente di un lungo periodo di riposo. Qui avrebbe soggiornato per sette anni, secondo Omero, per più di un anno secondo Dante.

Un ex libris di Peter Velikov (Fig. n. 5) prodotto in delicato monocromatismo, offre una Calipso che osserva, rassegnata e triste,  Ulisse accanto a lei in piedi su uno scoglio intento a guardare l’orizzonte. Ulisse, dopo una ennesima disavventura marinara finisce naufrago all’isola dei Feaci. Il suo incontro con Nausicaa e le sue ancelle è un altro ottimo argomento di creazione artistica. Amo riportare un’opera che si discosta dal classico cliché, l’ex libris di Erhard Beitz (Germania, fig. n. 6) che accanto ad un maturo Ulisse disegna una giovane prestante, statuaria, non bellissima ma volitiva donna. L’arrivo ad Itaca segna la fine del viaggio. Ma per non perdere regno e consorte vediamo Ulisse impegnato in una ultima battaglia, che finisce con la carneficina dei Proci. Zoltan Ven, Ungheria, (Fig. n.7) mi ha fornito una bella sintetica illustrazione di questo eccidio.

Qualche artista ama illustrare nella stessa opera diversi episodi del viaggio. Ne è un esempio Nicolai Batakov, (Russia, maniera nera, C7, 2004), che mi ha prodotto un ex libris con scene di Circe e delle Sirene. Altri autori amano mettere in risalto la nostalgia del nostro eroe per Itaca e Penelope. Così si è espresso in un secondo ex libris Borowitski (2004, C7).

Altrettanto hanno fatto Sergiy Ivanov (Ucraina, 2003, acquaforte) e Konstantin Antioukin (Ucraina, 2006, acquaforte) illustrando un Ulisse in primo piano al centro e all’intorno le amate donne. Anche Hristo Kerin (Bulgaria, 2007, acquaforte) descrive un Ulisse naufrago con l’immagine di Penelope su una vela. Altri autori amano illustrare il legame di Ulisse con la dea Atena. Ne danno un esempio Vladislav Kvartalny (Bielorussia, 2010, C3 col) e Julian Jordanov (2010, C3 col)

Alla fine, la storia dei viaggi di Ulisse non è completa se non si ricorda l’ultima impresa, questa volta non descritta da Omero, ma da Dante che ne “La Divina Commedia” canto XXVI dell’Inferno, fa parlare Ulisse in merito alla sua morte nel viaggio oltre le Colonne d’Ercole facendogli pronunciare, rivolto verso i compagni di viaggio, la famosa frase. “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”

Fig. 8 – H. Jurgens (D), Acquaforte (C3) – 2003, mm 110×120

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